5 Agosto 2026 | mercoledì
Efficienza Energetica

Riconversione dell’ex Bekaert: un data center a impatto zero per il progetto H2-Era Green Valley

Di Agosto 5, 20262 min di lettura Efficienza Energetica, Innovazione e tecnologia
Data center a impatto zero nell'ex stabilimento Bekaert di Figline Valdarno

In Breve

Cosa prevede il progetto H2-Era Green Valley?
Il progetto prevede la creazione di un data center a impatto zero, produzione di idrogeno verde, agricoltura verticale e allevamenti ittici.
Chi ha acquisito l'ex stabilimento Bekaert?
L'ex stabilimento è stato acquisito nel 2022 da una cordata guidata dalla Ge-Group.
Qual è l'obiettivo del data center a impatto zero?
L'obiettivo è integrare infrastrutture digitali e produzione energetica in un ecosistema di economia circolare.

Il progetto di riconversione dell’ex stabilimento Bekaert di Figline Valdarno si propone di integrare un data center a impatto zero nell’ambito dell’iniziativa H2-Era Green Valley. Questo stabilimento, chiuso nel 2018 con 318 esuberi, è stato acquisito nel 2022 da una cordata guidata dalla Ge-Group, un’azienda fiorentina specializzata in ingegneria per le energie rinnovabili.

Il piano di riconversione prevede non solo la realizzazione di un data center, ma anche la produzione di idrogeno verde, l’agricoltura verticale e allevamenti ittici. Attualmente, il processo autorizzativo è in corso e i lavori non sono ancora iniziati. Un memorandum of understanding è stato firmato con Comtel per lo sviluppo di quello che viene definito “il primo data center concepito come parte integrante di un ecosistema industriale di economia circolare a impatto zero”.

Secondo i promotori, il parco fotovoltaico da 84 megawatt previsto nel progetto sarà in grado di coprire il 100% del fabbisogno energetico del data center. L’energia in eccesso sarà utilizzata per un impianto di elettrolisi, destinato alla produzione di idrogeno verde. L’ossigeno prodotto durante l’elettrolisi sarà impiegato in un allevamento ittico a ciclo chiuso per la produzione di salmone, mentre il calore di scarto del data center verrà utilizzato per la climatizzazione della vertical farm, creando così un sistema interconnesso dove le varie attività si valorizzano reciprocamente.

Non sono state fornite informazioni dettagliate sull’investimento necessario, e le dimensioni del data center varieranno da 15.000 a 25.000 metri quadrati a seconda dell’utilizzatore. L’accordo definitivo per il progetto non è ancora stato sottoscritto. I promotori affermano che “il progetto rappresenta un nuovo paradigma di sviluppo industriale”, in cui infrastrutture digitali, produzione energetica, sicurezza alimentare e rigenerazione territoriale coesistono in un unico ecosistema.

Mattia Conti, direttore generale di Comtel, ha sottolineato che il mercato dei data center sta vivendo “una crescita senza precedenti” e che è necessario trovare partner capaci di gestire progetti complessi dall’inizio alla fine. Federico Parma, CEO di H2-Era Green Valley, ha aggiunto che sviluppare un data center a impatto zero all’interno di questo progetto dimostra la possibilità di “produrre da una fabbrica dismessa energia, cibo, innovazione tecnologica nei settori delle telecomunicazioni e dell’elaborazione dati e nuovi mestieri”.

redazione

Autore della redazione Focus Energie.

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