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Crisi Industriale a Macchiareddu: Le Sfide di Sanac, Bekaert e Fluorsid

Di Luglio 29, 20262 min di lettura Imprese e mercato
Crisi industriale a Macchiareddu

In Breve

Quali aziende sono coinvolte nella crisi di Macchiareddu?
Le aziende coinvolte sono Sanac, Bekaert e Fluorsid.
Qual è la situazione attuale di Sanac?
Sanac è in amministrazione straordinaria e ha avviato un percorso per la cessione.
Cosa sta succedendo a Bekaert?
Bekaert sta affrontando difficoltà economiche e ha deciso di dismettere l'impianto sardo.

La crisi industriale colpisce duramente il polo di Macchiareddu, situato alle porte di Cagliari e Assemini, coinvolgendo tre importanti realtà produttive: Sanac, Bekaert e Fluorsid. Queste aziende, fondamentali per l’economia locale, si trovano ad affrontare sfide significative che potrebbero avere ripercussioni sull’occupazione e sul tessuto industriale della regione.

Sanac, attualmente in amministrazione straordinaria, era specializzata nella produzione di materiali refrattari per le acciaierie. Già colpita dalla crisi dell’Ilva, la società ha avviato un percorso per la cessione, con la società Erre Trading che si è proposta come potenziale acquirente. Marianna Formica, delegata della Filctem, ha richiesto un incontro con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) per fare il punto sulla situazione e cercare soluzioni per il futuro dell’azienda.

La situazione di Bekaert è altrettanto critica. L’azienda, nota per la produzione e lavorazione di fili e cavi d’acciaio, sta affrontando l’aumento dei costi energetici e dei trasporti, che hanno portato alla decisione di dismettere e cedere l’impianto sardo. Tuttavia, l’apertura della vertenza ha generato interesse da parte di tre aziende pronte a presentare proposte di rilancio, spaziando da carpenteria a metalli per edilizia e nautica. L’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, ha mostrato un atteggiamento favorevole verso queste proposte e ha confermato la disponibilità della Regione a supportare l’acquisizione e l’insediamento di un nuovo soggetto industriale attraverso contratti di sviluppo e supporto finanziario.

Fluorsid, un’altra azienda chiave del polo, è sotto pressione a causa delle ricadute negative del conflitto in Medio Oriente. La società chimica, che produce acido solforico e fluoruro di alluminio, sta valutando la possibilità di fermare tre linee di produzione e di ridurre il personale. Gigi Loi, segretario regionale della Uiltec, ha descritto la situazione come preoccupante, sottolineando l’urgenza di una politica industriale che possa rilanciare filiere ad alto valore, in particolare attraverso investimenti in ricerca e lavorazione di materie prime come le terre rare.

La crisi a Macchiareddu rappresenta non solo una sfida per le aziende coinvolte, ma anche un campanello d’allarme per l’intero sistema industriale sardo. Le istituzioni e le parti sociali sono chiamate a lavorare insieme per trovare soluzioni che possano garantire un futuro sostenibile per il polo industriale e per i lavoratori che vi operano.

redazione

Autore della redazione Focus Energie.

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