29 Luglio 2026 | mercoledì
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Efficienza Energetica

Eni: Raddoppio dell’Utile Netto e Nuove Prospettive per il 2026

Di Luglio 29, 20263 min di lettura Efficienza Energetica, Imprese e mercato
Risultati finanziari Eni 2026

In Breve

Qual è l'utile netto adjusted di Eni nel secondo trimestre 2026?
L'utile netto adjusted di Eni è pari a 2,3 miliardi di euro.
Qual è il programma di buyback di Eni per il 2026?
Il programma di buyback è stato incrementato a 3,4 miliardi di euro.
Qual è la previsione di dividendo per il 2026?
Il dividendo per il 2026 è confermato a 1,1 euro per azione, con un aumento del 5% rispetto al 2025.

Eni ha riportato risultati finanziari positivi per il secondo trimestre del 2026, con un utile netto adjusted che è raddoppiato a 2,3 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile proforma adjusted per il trimestre si attesta a 5,4 miliardi, mentre per il semestre raggiunge gli 8,9 miliardi.

Il gruppo ha rivisto al rialzo le sue aspettative operative e la generazione di cassa per l’intero anno, incrementando il programma di buyback a 3,4 miliardi di euro. Nei primi sei mesi dell’anno, il flusso di cassa netto da attività operativa è stato di 5,7 miliardi di euro, comprensivo di 868 milioni di dividendi dalle partecipate. Il flusso di cassa netto ante variazione di circolante al costo di rimpiazzo adjusted è stato di 7,3 miliardi di euro.

Un altro dato significativo è l’incremento dell’indebitamento netto ante Ifrs16, che è aumentato di circa 1,74 miliardi di euro, portando il rapporto di indebitamento pro forma al minimo storico del 10%. Eni ha confermato il dividendo per il 2026 a 1,1 euro per azione, con un incremento del 5% rispetto al 2025. Inoltre, l’azienda prevede la possibilità di un dividendo straordinario, che sarà deciso in ottobre, a condizione che le condizioni di mercato rimangano favorevoli.

Per l’intero 2026, la generazione di cassa adjusted (Cffo) è stata rivista a 15 miliardi di euro, basata su uno scenario con il prezzo del Brent a 85 dollari al barile, il SERM a 14 dollari al barile, il prezzo del gas Ttf a 50 euro/MWh e il cambio euro/dollaro a 1,16. I capex lordi sono confermati a 7 miliardi, mentre i capex netti sono previsti inferiori a 5 miliardi.

Nel settore dell’Exploration & Production (E&P), la produzione di idrocarburi è stata di 1,79 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre, con un incremento del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo adjusted dell’E&P è salito a 4,8 miliardi (+97%), mentre l’utile netto adjusted del segmento ha raggiunto i 2,2 miliardi, con un progresso del 57% nel semestre.

Il business Global Gas & LNG (GGP) ha riportato un utile operativo proforma adjusted di 468 milioni nel trimestre (+46%) e 783 milioni nel semestre (+24%). Tuttavia, il settore Power ha registrato un utile operativo proforma adjusted di 35 milioni nel trimestre (-47%) e 47 milioni nel semestre, mostrando una riduzione rispetto al periodo di confronto.

Tra i satelliti della transizione, Plenitude ha conseguito un utile operativo proforma adjusted di 226 milioni nel trimestre (+70%) e un Ebitda proforma adjusted di 233 milioni (-9%). Plenitude ha confermato una capacità rinnovabile installata a fine anno di 6,5 GW e una base clienti di 11 milioni.

Enilive ha più che raddoppiato l’utile operativo proforma adjusted nel trimestre a 295 milioni, con un Ebitda proforma adjusted di 375 milioni (+79%). La capacità di bioraffinazione è indicata a 2,1 Mtpa, con ulteriori 1,5 Mtpa in costruzione (quota Enilive).

Nel settore della raffinazione, il risultato proforma adjusted è stato positivo per 80 milioni nel trimestre, in miglioramento rispetto alla perdita del periodo precedente. Tuttavia, la chimica gestita da Versalis ha registrato una perdita operativa proforma adjusted di 65 milioni nel trimestre, sebbene in miglioramento rispetto ai 184 milioni di perdita nel confronto.

L’amministratore delegato di Eni ha attribuito i risultati alla gestione industriale e finanziaria, al portafoglio diversificato e alla crescita dell’E&P. Ha citato lo sviluppo della joint venture Searah tra Indonesia e Malesia, finalizzata a valorizzare le scoperte di gas nel bacino di Kutei, e l’apporto crescente dei business legati alla transizione come fattori chiave che supportano la generazione ricorrente di cassa e la capacità di remunerare gli azionisti.

redazione

Autore della redazione Focus Energie.

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