12 Settembre 2026 | sabato
Efficienza Energetica

Opposizione crescente ai data center per l’intelligenza artificiale negli Stati Uniti

Di Settembre 9, 20262 min di lettura Efficienza Energetica
Data center per intelligenza artificiale

In Breve

Qual è il livello di opposizione ai data center per l'AI negli Stati Uniti?
Il 69% degli americani si oppone alla costruzione di data center per l'intelligenza artificiale nelle proprie comunità.
Come è cambiato il sostegno pubblico ai data center rispetto al 2025?
Il sostegno pubblico è diminuito, passando dal 13% al 4% di supporto forte per i nuovi data center.
Quali sono le posizioni politiche riguardo ai data center?
Le posizioni politiche sono contrastanti, con alcuni leader che sostengono gli investimenti e altri che chiedono moratori.

Un recente sondaggio nazionale ha rivelato che una netta maggioranza dei cittadini statunitensi si oppone alla costruzione di data center per l’intelligenza artificiale nelle proprie comunità. Secondo un’indagine condotta da Decision Desk tramite SurveyMonkey, il 69% dei rispondenti ha espresso contrarietà all’edificazione di tali impianti vicino alle abitazioni, con il 45% che ha dichiarato una forte opposizione.

Un’altra indagine, realizzata per Heatmap Pro da Embold Research su un campione di 2.045 elettori registrati, ha mostrato un’opposizione ancora più marcata, con il 75% dei partecipanti contrari alla costruzione di nuovi data center. Questo segna un significativo calo nel sostegno pubblico rispetto al 2025, quando il 13% degli intervistati dichiarava di supportare fortemente l’installazione di un data center nella propria area; oggi, tale percentuale è scesa al 4%.

L’opposizione ai data center non è limitata a un singolo gruppo demografico, ma attraversa diverse fasce d’età, livelli di reddito e appartenenza partitica. I dati mostrano un saldo netto negativo di 43 punti tra i repubblicani, 65 punti tra gli indipendenti e 75 punti tra i democratici. Anche gli elettori rurali si oppongono fortemente, con un saldo netto negativo di 63 punti.

In risposta a questa crescente opposizione, oltre 530 contee e municipalità hanno già imposto restrizioni o divieti alla costruzione di nuovi data center. Alcuni governatori hanno anche avviato sospensioni o verifiche sui progetti in attesa di audit.

Le posizioni politiche su questo tema sono contrastanti. Il presidente ha avvertito che le comunità che rifiutano i data center rischiano di rimanere “backwards and poor”, esortando a favorire investimenti e scrivendo: “Se vogliono essere di successo e ricchi, con tasse molto più basse e posti di lavoro ovunque, lasciate che i data center prosperino”.

A livello locale, la supervisore repubblicana Dawn Vogel ha sostenuto un moratorio, sottolineando che la questione non è partitica, ma riguarda l’uso ottimale della terra e delle risorse naturali. Ha affermato: “Puoi avere tutti i dati del mondo, ma se non hai acqua da bere, non hai esseri umani che usino i dati”.

Alcuni legislatori, come il senatore dell’Ohio Jon Husted, stanno rivedendo le loro posizioni. Husted ha presentato una proposta che obbligherebbe gli operatori di data center a coprire i costi aggiuntivi di elettricità e acqua associati alla loro costruzione.

In contrasto con l’opinione pubblica, i sindacati tendono a esprimere un giudizio favorevole sui data center, evidenziando i posti di lavoro legati alla costruzione e i salari connessi agli impianti. Questa divergenza di opinioni riflette le complessità del dibattito sull’implementazione della tecnologia AI nelle comunità americane.

redazione

Autore della redazione Focus Energie.

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