12 Settembre 2026 | sabato
Innovazione e tecnologia

Innovazione nella lotta contro il melanoma: il vaccino a mRna intismeran mostra risultati promettenti

Di Agosto 24, 20262 min di lettura Innovazione e tecnologia
Vaccino a mRna intismeran in fase di studio

In Breve

Quali sono i risultati dello studio sul vaccino a mRna intismeran?
Il vaccino ha mostrato un miglioramento significativo nella recurrence-free survival e nella distant metastasis-free survival nei pazienti con melanoma ad alto rischio.
Chi sono i destinatari del vaccino a mRna intismeran?
Il vaccino è destinato a pazienti con melanoma completamente asportato chirurgicamente ma ad alto rischio di recidiva.
Qual è il ruolo dell'Int di Milano nello studio?
L'Int di Milano ha randomizzato il maggior numero di pazienti al mondo nello studio internazionale di fase 3.

L’Int – Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha raggiunto un traguardo significativo nello studio internazionale di fase 3 INTerpath-001, randomizzando il maggior numero di pazienti al mondo: 82 su 128. Questo studio, condotto su un totale di 1.137 pazienti, è frutto di una collaborazione tra Moderna e Merck e ha messo a confronto l’efficacia del vaccino personalizzato a mRna intismeran con il trattamento standard a base di pembrolizumab.

I risultati preliminari hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo in due obiettivi primari: la recurrence-free survival (Rfs) e la distant metastasis-free survival (Dmfs), indicando che il vaccino potrebbe rappresentare un’importante innovazione nel trattamento del melanoma.

Il vaccino è destinato a pazienti con melanoma completamente asportato chirurgicamente, ma ad alto rischio di recidiva. Questo include pazienti con melanoma primitivo ad alto rischio, metastasi nei linfonodi regionali o singole metastasi a distanza radicalmente asportate. La sua creazione avviene utilizzando il materiale tumorale del singolo paziente, analizzato attraverso un algoritmo in grado di identificare fino a 34 neoantigeni. L’mRna che codifica per questi neoantigeni viene incapsulato in nanoparticelle lipidiche per facilitare l’ingresso nelle cellule target. Una volta somministrato, il vaccino stimola l’espansione delle cellule T specifiche contro il tumore, generando una memoria immunologica capace di riconoscere e attaccare eventuali cellule tumorali residue.

“La nostra forza è essere stati il centro al mondo con la maggiore esperienza in termini di pazienti all’interno di questo studio”, ha dichiarato Michele Del Vecchio, direttore dell’Unità Oncologia Medica Melanomi dell’Int di Milano. Ha anche sottolineato l’importanza del lavoro di squadra multidisciplinare che ha reso possibile questa sperimentazione. “È una vera terapia personalizzata”, ha aggiunto, evidenziando come il vaccino sia progettato specificamente per le caratteristiche del tumore di ciascun paziente, con l’obiettivo di permettere al sistema immunitario di eliminare eventuali microfocolai metastatici.

Dal punto di vista della sicurezza, l’aggiunta del vaccino non ha mostrato un aumento significativo della tossicità rispetto al solo pembrolizumab, un elemento cruciale per un trattamento adiuvante. I dati completi dello studio saranno presentati al congresso ESMO di ottobre a Madrid, dove il protocollo prevede anche un follow-up per valutare la sopravvivenza globale. “Se questi risultati saranno confermati, questo approccio potrà diventare il nuovo standard di cura per il trattamento adiuvante dei pazienti con melanoma ad alto rischio”, ha concluso Del Vecchio, sottolineando la necessità di una stretta collaborazione multidisciplinare per la gestione di terapie personalizzate di questo tipo.

redazione

Autore della redazione Focus Energie.

Tutti gli articoli →