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Imprese e mercato

Primarie nel PD: Schlein insiste sulla leadership democratica

Di Agosto 27, 20262 min di lettura Imprese e mercato
Elly Schlein durante un evento politico

In Breve

Qual è la posizione di Elly Schlein sulle primarie nel PD?
Elly Schlein insiste sulla necessità di primarie per la scelta della leadership del PD.
Cosa teme il PD riguardo a un confronto con Giuseppe Conte?
Il PD teme che un confronto diretto con Conte possa portare a 'più macerie che voti'.
Quali sono le proposte per evitare lo scontro diretto?
Le proposte, come quella di Roberto Speranza, sembrano deboli e poco convincenti.

Elly Schlein non fa marcia indietro sulla sua richiesta di primarie per la scelta della leadership del Partito Democratico (PD). La sua posizione si scontra con le crescenti preoccupazioni all’interno del partito riguardo a un possibile confronto diretto con Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle (M5S), che potrebbe portare a “più macerie che voti”. La segreteria del PD ha chiarito la sua posizione: «O si fanno le primarie, o avanza chi ottiene più voti».

Dal canto suo, il M5S esclude che la leadership possa passare automaticamente al partito che ottiene un voto in più, mantenendo una linea ferma sulle primarie. Nonostante le proposte per evitare uno scontro diretto, queste sembrano deboli e poco convincenti. Roberto Speranza ha lanciato una proposta provocatoria, suggerendo una figura simbolica come un neo diciottenne o un anziano partigiano, un’osservazione che ha suscitato più ironie che consensi.

In contrasto, Lia Quartapelle ha difeso l’idea dei gazebo, definendo «dannosissima» la proposta di evitarli e rilanciando la formula del doppio turno. Stefano Bonaccini ha spostato l’attenzione sul metodo, sostenendo che prima sia necessario redigere un programma e solo successivamente considerare l’eventualità di andare ai gazebo. «In tutte le democrazie del mondo, il primo partito esprime la leadership», ha aggiunto, sottolineando l’urgenza di unire le forze per non favorire il ritorno del centrodestra dopo le elezioni.

Tra i nomi che circolano come possibili candidati terzi figurano Giorgio Gori, Nicola Zingaretti, Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Antonio Decaro e Pier Luigi Bersani. Tuttavia, al momento nessuna candidatura sembra in grado di chiudere la partita. Prima del voto tra gli iscritti, è fondamentale costruire un terreno di confronto. Riccardo Magi ha chiesto di aprire rapidamente un tavolo sui punti programmatici essenziali, a partire dalla politica estera, per evitare primarie «dilanianti e divisive».

Una prima opportunità per il confronto potrebbe presentarsi dopo l’appuntamento nazionale del M5S, previsto per il 19 e 20 settembre, mentre fino a inizio ottobre le carte potrebbero rimanere coperte.

redazione

Autore della redazione Focus Energie.

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