31 Luglio 2026 | venerdì
Imprese e mercato

Credit Agricole: Nessuna Fusione Senza il Coinvolgimento di Banco Bpm

Di Luglio 31, 20262 min di lettura Imprese e mercato
Immagine rappresentativa di Credit Agricole

In Breve

Qual è la posizione di Credit Agricole sulla fusione tra Banco Bpm e Mps?
Credit Agricole ha affermato che nessuna fusione può avvenire senza il suo coinvolgimento.
Quali sono i risultati finanziari di Credit Agricole per il secondo trimestre?
Credit Agricole ha registrato un utile netto di 2,778 miliardi di euro, con un incremento del 7,8%.
Come si posiziona Credit Agricole nel mercato italiano?
Credit Agricole considera l'Italia un mercato strategico e intende continuare a crescere.

Credit Agricole ha espresso una posizione chiara riguardo alle recenti speculazioni su una possibile fusione tra Banco Bpm e Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). Il gruppo francese, che detiene il 29,3% del capitale di Banco Bpm, ha sottolineato che qualsiasi iniziativa in tal senso non può prescindere dal suo coinvolgimento diretto.

Olivier Gavalda, CEO di Credit Agricole, ha dichiarato: “Non abbiamo ricevuto alcun progetto, né alcuna informazione su una potenziale fusione tra Mps e Bpm”. Gavalda ha anche evidenziato l’impossibilità di valutare se un eventuale progetto possa generare valore per gli azionisti di Piazza Meda senza un quadro chiaro.

Il vice amministratore delegato Jerome Grivet ha confermato che non ci sono stati “progressi concreti” in merito a tale proposta. Inoltre, Clotilde L’Angevin, deputy general manager, ha precisato di non aver ancora richiesto alla Banca Centrale Europea (BCE) l’autorizzazione per assumere il controllo di Banco Bpm. Ha descritto l’Italia come un mercato strategico per il gruppo, dove intende continuare a espandere la propria presenza, sia attraverso la partnership con Banco Bpm che organicamente tramite Credit Agricole Italia.

Il consiglio di amministrazione di Credit Agricole ha recentemente approvato i risultati finanziari del secondo trimestre, evidenziando un utile netto di pertinenza del gruppo pari a 2,778 miliardi di euro, con un incremento del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi hanno raggiunto i 10,880 miliardi di euro, segnando un aumento del 12,9%, mentre il margine di interesse netto delle banche regionali è cresciuto del 38%.

Le spese operative si sono attestate a 6,143 miliardi di euro, con un incremento del 4,6%, e il margine operativo lordo ha raggiunto 4,737 miliardi di euro, in crescita del 25,8%. Il rapporto cost/income è migliorato, attestandosi al 56,5%, con un miglioramento di 4,5 punti. Il costo del rischio è stato pari a -862 milioni di euro, con un aumento del 2,7%.

Nel semestre, il risultato netto di pertinenza del gruppo è salito a 4,875 miliardi di euro, con un incremento del 6,8%, e del 14,5% escludendo l’effetto della plusvalenza di Amundi. In Italia, il gruppo ha registrato un utile netto di 1,053 miliardi di euro, di cui 878 milioni di pertinenza del gruppo, confermando l’Italia come il secondo mercato domestico. La controllata Credit Agricole Italia ha chiuso il semestre con un utile netto consolidato di 478 milioni di euro, in crescita del 2,1%, interessi netti a 862 milioni (+1,8%), commissioni per 707 milioni (+6,9%), e oneri operativi a 787 milioni (+1,7%).

Le rettifiche di valore nette sono rimaste stabili a 97 milioni di euro, con un costo del credito a 29 punti base, in calo di 1 punto. Il CET1 si attesta al 13,2%, dimostrando la solidità patrimoniale del gruppo.

redazione

Autore della redazione Focus Energie.

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